Le Sciacquajje

Fascinazioni d'Abruzzo

IL FILO CONDUTTORE

Il filo sottile tra passato e presente

C’è un filo diretto che in Abruzzo fa dialogare l’attualità con la storia. Questo filo non è un doppino ritorto di rame che rende possibile la comunicazione remota tra l’oggi e il passato, bensì è un cordino d’argento lavorato a mano che ha da un capo uno dei più celebri maestri dell’oreficeria cinquecentesca e dall’altra uno dei più originali interpreti dell’artigianato orafo contemporaneo.

Un artigianato elegante e sopraffino che solo un uso pudico del termine impedisce di designare con la parola arte. E se riguardo al Rinascimento il maestro cui ci si riferisce è Ascanio De Mari, riguardo al presente il maestro del quale si sta scrivendo è Giuliano Montaldi. Entrambi sono figli dell’Abruzzo, entrambi sono conterranei dell’aquilano ed entrambi sono espressione di una marsicanità che vuol dire caparbietà, caratterialità, saper fare, passione per le imprese audaci.

SEZIONE III — DIALOGO TRA MAESTRI

Dialogo tra Maestri

Un'affinità artistica elettiva che supera le barriere del tempo.

Forse a qualcuno l’accostamento tra l’allievo prediletto di Benvenuto Cellini e l’orafo originario della Valle Roveto potrà apparire eccessivo, azzardato, irriverente.

Tuttavia, nessuna di queste tre affermazioni risulta veritiera. Ciò in quanto tutto quello che al primo risulta connaturato in termini di bravura assoluta al servizio dell’espressività artistica, al secondo risulta insito in termini di manualità sopraffina al servizio dell’inventività culturale.

GIULIANO MONTALDI AL LAVORO / RITRATTO DEL MAESTRO ORAFO
SEZIONE IV — IL MITOGRAFO

Il Mitografo dell'Abruzzo

Ma, oltre al talento orafo di cui è testimonianza un invito d’onore al British Museum di Londra nell’estate del 2016, se c’è una dote che più di altre connota l’estro creativo del maestro Montaldi questa è la sua capacità di essere un vero e proprio mitografo dell’oggi.

O, per meglio dire, un mitografo dell’Abruzzo che utilizza cesello e bulino per trasformare i significanti (materiali e intangibili) del suo territorio in icone artistiche. In questo preciso senso Montaldi è un facitore di immagini e di segni visivi che è riuscito a trasformare gli elementi più rappresentativi della regione in cui vive in oggetti d’arte.

Sezione 5 — Iconografia Abruzzese

I Love Abruzzo

Una Collezione in Progress

Elementi iconografici in parte auto-concepiti e in parte etero-pensati che Montaldi ha raccolto nel progetto I Love Abruzzo. Una collezione in progress all’interno della quale fanno mostra di sé le riproduzioni argentee dell’orso marsicano, del lupo, della genziana e della faggiola, frutto di quel faggio che costituisce l’albero più rappresentativo della regione al punto da diventare patrimonio dell’umanità. Una collezione che associa e raffigura le effigi di D’Annunzio, di Ovidio, di San Domenico, del Guerriero da Capestrano ma dove non mancano di essere rappresentate la chimera, la ferratella, la pecora transumante, il cane pastore abruzzese, l’arrosticino e, venendo alle creazioni orafe, la Presentosa: il ‘gioiello dei gioielli’ abruzzesi le cui fattezze hanno sbalordito schiere di pittori, scrittori e viaggiatori stranieri che ne hanno potuto ammirare l’armonia di forme.

Le Sciacquajje

L’archetipo dell’oreficeria abruzzese. Un’opera d’arte scolpita nel tempo.

I. Vista Principale — La maestosità del pendente a navicella.

II. Vista Laterale — L’incontro tra filigrana e lastra traforata a mano.

IL PATRIMONIO D'ABRUZZO

Le Sciacquajje

E sempre dissotterrando nella memoria di questo ricco patrimonio artistico regionale, il maestro Montaldi è riuscito a corredare il suo lavoro di mitografo di un ultimo soggetto che arricchisce ulteriormente il diorama argenteo I Love Abruzzo: Le Sciacquajje.

Si tratta di originalissimi orecchini a forma di mezzaluna, impreziositi da pendenti floreali e decori vegetali, nei quali l’estetica si (con)fonde con il pensiero magico, la forma geometrica con la femminilità assoluta, la seduzione con l’efficacia apotropaica, la suggestione visiva con la preziosità artistica.

Estetica Abruzzese

Arte, Luna e Femminilità

La stessa preziosità che adorna la protagonista de “La figlia di Iorio” di Francesco Paolo Michetti, o i volti femminili di Basilio Cascella, la cui bellezza è fatta risaltare dalla presenza di questi splendidi monili che per secoli hanno elevato la luna a ispirazione dell’arte, a propiziatrice della fertilità, a rappresentazione suprema di una femminilità tanto idealizzata quanto quotidianamente umanizzata.

— LE SCIACQUAJJE NELL’ICONOGRAFIA CLASSICA

Le Sciacquajje

Fascinazioni d'Abruzzo